Rivista Italo Brasiliana

Rivista Italo Brasiliana. Bolettino Informativo di Mariana Brasil. “Nostro spazio online dove esistere”. Attualità, eventi, punti de vista, curiosità e altro…

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Terra Blog

11.12.06

Donna Spazzatura - Violazione dei diritti umani.

                  

08 di Dicembre 2006

 

Racconterò in questa “lettera aperta” una storia vera di violazione dei diritti umani.

Credo che la storia che ho sentito in questo giorno dedicato alla Madonna, mette in dubbio l’evoluzione spirituale di molti dei miei simili.

Come sappiamo oggi è un giorno festivo in Italia, il giorno dedicato alla Madonna Immacolata, molta gente approfitta del fine di settimana prolungato per viaggiare con la famiglia, altri per riposarsi o pure stare da soli con se stessi.

Mi domando: Sarà che i mostri chi hanno violato l’anima di Maria riescono a stare in pace?

Ho conosciuto Maria oggi. “in questa lettera ho deciso di chiamarla come la Madre di Gesu”. Maria è brasiliana come me, originale di uno stato del Brasile chiamato “Spirito Santo”. Ha 40 anni, due figli e faceva la poliziotta nella sua terra natale.

Nei due ultimi anni dalla sua vita ha risparmiato ogni centesimo che poteva per fare questo viaggio in Italia, con la speranza di riuscire a lavorare degnamente e migliorare la sua vita, però, come succede la maggioranza delle volte gli immigrati che decidono di tentare la fortuna in uno paese straniero senza prendere delle giuste precauzione e informarci sulle leggi in vigore del paese di destinazione, finiscono per essere vittime di terribili violazioni dei propri diritti umani, e ancor peggio: senza avere la possibilità di denunciare senza essere rimpatriati.

La mancanza d’informazione fa si che la realtà ci presenti delle sorprese, purtroppo, non sempre piacevoli.

Maria è partita del Brasile con due contatti in Italia, o sia, solo con due numeri di telefono, quando è arrivata all’aeroporto di Milano si è resa conto che la persona che le aveva promesso di aspettarla non era li.

Allora Maria ha chiamato l’altro numero di telefono chi aveva con sé, questa volta la persona del altra parte li ha aiutata, per telefono le ha spiegato come fare ad arrivare fino a sua casa, le ha dato un piatto da mangiare e un letto per dormire.

Nel secondo giorno in Italia lei ha cominciato a cercare lavoro, un’impresa difficile per chi non parla l’idioma e non ha referenze, ma Maria non perdeva la sua fede nella Madonna e aveva tanta voglia di lavorare.

È riuscita a trovare un lavoro temporaneo in casa di una gentilissima famiglia italiana, “per solo due settimane”. Maria stava felice, lavorava tutto il giorno eseguendo pesante lavori domestici, ma aveva gia un posto dove stare e un piccolo compenso economico.

Senza che si rendesse conto queste due settimane sono passate velocemente e lei a dovuto ricominciare da zero le sue avventure in Italia, questa volta aveva gia un cellulare, un cappotto caldo e adeguato per l’inverno europeo e sempre la sua immutabile fede.

Ho conosciuto Maria per caso, quando sono uscita per andare a trovare un’amica e sono passata in una chiesa. La prima impressione che ebbi quando la vidi fu quella di stare davanti a una persona molto triste, triste dentro …

Domandai:

-- Cosa è questa nuvola di tristezza chi vedo intorno a te?

-- È cosi visibile?

-- Sì.

Non poteva negare quel che vedevo attraverso la ombra scura nei sue occhi, Maria ha sorriso tristemente e disse:

-- Lo so che la cosa giusta sarebbe non pensarci più, ma ci sono delle cose che feriscono talmente in profondità la nostra anima chi è molto difficile non pensare.

-- Comprendo, se vuoi sfogarti con me lo puoi fare.

-- Lo vuoi sapere veramente?

-- Sì, confesso chi ora sono curiosa, ma devi farlo solo se giudichi che ti farà bene ricordare. E cosi Maria ha cominciato a raccontarmi la sua storia. La settimana scorsa ho saputo di una famiglia che aveva bisogno di una persona per fare le pulizie in casa, ho chiamato e ci siamo messi d’accordo per il fine di settimana nella loro casa in montagna.

Apparentemente era una bella famiglia, il signore, un noto commerciante di Como, sembrava una brava persona, sinceramente mi sentivo fortunata in quel momento. Ho preso le mie poche cose e sono partita con la simpatica copia e i suoi quattro figli per una bellissima destinazione in montagna.

Il primo ordine che ho ricevuto fu quello di consegnare il mio telefono cellulare, mi hanno detto che per lavorare con loro non dovevo avere telefono per non perdere tempo, un può contrariata ho consegnato il mio cellulare al mio nuovo datore di lavoro.

Arrivando alla destinazione la signora mi disse di cominciare immediatamente a pulire l’accogliente casa e cosi ho fatto, il problema era che pena finivo di sistemare qualcosa i ragazzi come per ripicca sporcavano subito il punto che avevo pulito, cosi ho passato quasi tutto il primo giorno rifacendo gli stessi lavori. Sembravano animali.

Ho chiesto dei guanti per fare la polizia, come risposta ho ricevuto ordine di pulire tutto con le mie mani, compreso l’interno del water, le mie mani bruciavano al contatto dei prodotti chimici, ma ho immaginato che poteva essere una abitudine italiana.

Non capivo quasi niente di quel che dicevano, però sentivo una espressioni in continuazione: “Donna Spazzatura”. Era questo il modo come loro mi chiamavano.

Sono andata a cercare nel vocabolario i significati di queste parole, quando mi sono accorta di quel che voleva dire l’espressione con cui si rivolgevano a me, ho sentito il mio corpo diventare di pietra, non credevo possibile tanta ignoranza e malvagità.

La prima aggressione fisica è stata fatta da una dalle figlie dalla copia, dopo chi avevo pulito per ennesima volta la casa dovevo portare via il pesante sacco di immondizia fino al bidoni nella strada, ho chiesto permesso alla ragazza per passare dal corridoio chi dava accesso alla porta di uscita della casa, ho sentito un sonoro “NOOOOOOO ………”insistetti:

-- Per favore, lasciami passare, devo portare via l’immondizia.

Come risposta ho ricevuto un calcio e una parolaccia internazionale.

Sono andata subito a parlare con la madre, le ho fatto vedere la macchia rossa sulla mia gamba e perplessa lo sentita dire che dovevo adeguarmi al carattere dei ragazzi e non loro al mio.

Le violenze fisiche sono continuate, per quattro giorni la mia routine fu: parolacce, calci e molto lavoro.

Domenica tutta la famiglia è uscita prestissimo di casa, approfittai per mettere tutta la casa in ordine una altra volta, a mezzo giorno ho sentito il campanello, era il mio padrone, che mi diceva di scendere per andare al ristorante.

L’unica cosa che non mi hanno mai negato è stato il mangiare.

Non lo so quale è stato il motivo dalla discussione, perché non capivo quando parlavano troppo in fretta, ma nel ristorante è scoppiato un litigio fra i miei datori di lavoro, talmente brutto che lui picchio la moglie davanti a tutti i presenti.

Pensai:

Ecco qui la risposta del perché i ragazzi sono cosi violenti, hanno imparato dei genitori.

Ricordai la saggia frase chi tanto bene conoscevo come poliziotta in Brasile:

“Violenza genera più Violenza”.

cont......

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  • Postado em 01:33:51
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