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Continua ... " Donna Spazzatura " ...
Tutte le volte che mi facevo la doccia la mia padrona puliva tutto il bagno con alcol puro, come si io avessi qualche malattia contagiosa, ma alla fine ho concluso che questo non mi dava granché fastidio, era un suo diritto.
Lunedì mattina ho capito che dovevamo ritornare a Como, dove loro abitavano, ho sistemato le mie poche cose e tutto il bagaglio della famiglia, caricai la machina e ho lasciato la casa impeccabile, ma non sono arrivata a Como. Il mio padrone ha fermato la machina a meta strada davanti a una stazione di una piccola località, non c’erano più treni e neanche bus per riportarmi a Milano.
Completamente in confusione l’ho sentito dire:
-- Scendi dalla machina, il tuo viaggio finisce qui, cerca un hotel per passare la notte, guarda, ce ne uno proprio li avanti …Non è piaciuto alla mia famiglia il tuo lavoro, aspetta al bar di questa stazione chi mando qualcuno a portare le tue cose, va bene?
-- Non va bene no, lei mi deve pagare per i giorni che ho lavorato.
-- Non ti pago un bel niente e se non sei contenta cosi vai a lamentarti alla questura, sei una clandestina e troverai quel che meriti.
-- Si il signore vuole possiamo anche andare, posso anche essere clandestina in Italia, ma lei dovrà pagare una multa per il lavoro schiavo e le aggressioni che la sua famiglia mi ha fatto.
-- Tu sarai deportata dalla Italia, clandestina idiota.
Dicendo queste parole lui ha buttato per terra il mio cellulare e se ne è andato via, lasciandomi a piangere mentre gridava di stare brava a aspettare gli al bar dalla stazione le mie cose.
Disperata, però sempre fidandomi dalla giustizia divina, comprovai ancora una volta l’esistenza di Dio, che ci manda sempre uno dei suoi angeli a aiutarci nei momenti più difficile dalla nostra vita.
Vide un ragazzo che mi guardava, stava nei paraggi e aveva assistito la discussione, si approssimò e disse:
-- Dai, non avere paura, chiama la polizia, questo uomo è un animale.
-- Non posso, sono clandestina e non posso correre il rischio di essere rimpatriata, ho risparmiato due anni per venire in Italia.
-- Anche io sono uno straniero, posso capire il tuo problema, certamente solo tu puoi decidere di correre o no questo rischio, ma non è giusto tanta umiliazione.
Sono andata fino al bar con lo sconosciuto straniero come me e ho chiesto una camomilla per calmarmi un po’, anche la signora del bar che aveva assistito da lontano alla discussioni, dopo di aver ascoltato il mio racconto mi ha consigliato di chiamare la polizia, ma ho avuto paura.
Ho aspettato nel bar fino a che un impiegato dall’impresa del mio ex-padrone portasse le mie cose, è stata una lunga attesa, credo che mai sarò capace di dimenticare quelle lunghe ore.
Sono stata consigliata da tutti i presenti di non rimanere in quel albergo indicato dal mio ex-padrone, lui poteva sempre denunciami al ufficio straniero come clandestina, indicando dove incontrarmi.
Con il mio corpo segnato per le botte subite dei ragazzi, l’anima a pezzi per tante umiliazioni e con uno strano sentimento d’impotenza, sconosciuto fino allora, accettai il passaggio del ragazzo straniero fino a Como, dove potevo prendere un treno che mi portasse fino a Milano nuovamente dall’amica che mi aveva gia ricevuto il giorno del mio arrivo in Italia.
Penso che è questa la nuvola di tristezza che si vede nei miei occhi.
-- Maria, sinceramente rimango molto triste per la tua storia, purtroppo storie come la tua succedono tutti i giorni con tanti stranieri in Europa. Però, non capisco una cosa, perché tu non ha fatto il permesso di soggiorno come turista? Lo sai chi qualsiasi straniero può restare in Italia per tre mesi per turismo, ma deve denunciare alle autorità italiane il suo arrivo entro otto giorni, cosi riceve un permesso legale, lasciando cosi di essere un clandestino. Si tu avesse questo permesso di soggiorno adesso potevi benissimo denunciare il tuo ex-padrone.
-- Non sapevo.
-- Cara, sono 16 anni chi sono in Italia, ho gia visto molte cose cambiare in maniera positiva e sono convinta che altrettante ancora devono accadere, secondo me tu potresti ancora denunciare questa violazione dal quale sei stata vittima, credo che sarebbe la cosa più giusta e coerente da fare, ma credo che veramente se lo fai corri il rischio di essere espulsa al momento della denuncia.
“Purtroppo le autorità italiane ancora non hanno capito che ciò che alimenta lo sfruttamento e il maltrattamento di esseri umani è la vulnerabilità della condizioni di clandestinità, in questo modo la legge in vigore protegge chi sfrutta e maltratta”.
-- La storia è sempre la stessa, chi ha soldi ha anche il potere, si sente autorizzato a picchiare, umiliare e non pagare i poveri lavoratori, mi dispiace tanto che questa famiglia di mostri continuerà a fare male alla gente come me.
-- Se vuoi posso parlare con una amica italiana, che è la presidente di una associazione in Milano, è una persona sèria e potrà orientarci bene.
-- Sarà che non vorrà denunciarmi per essere una clandestina?
-- Assolutamente, lei no lo farà, suo obbiettivo è proteggere le donne, in ogni modo posso telefonare anche adesso per chiedere il suo parere.
-- Allora si, vorrei tanto che ci fosse una possibilità di fare giustizia …
Cosi abbiamo fatto, telefonai a mia amica italiana che ha confermato i miei dubbi, veramente Maria poteva essere rimpatriata al momento dalla denuncia e dalla verifica della sua condizione di clandestina in Italia. Non era neanche un mese che Maria stava in Italia, ma era illegale per non avere denunciato il suo arrivo.
Tale fatto mi ha lasciato ancora più triste, quella nuvola di tristezza e impotenza che vedevo negli occhi di Maria era una realtà. Maria è stata vittima di una vergognosa violazione dei suoi diritti umani, tanto fisica che psicologica, questo sopruso è ancora visibile dalle macchie viola nel suo corpo e nei suoi occhi tristi, la cosa peggiore è che non possiamo fare niente per imporre la giustizia fondamentale che dovrebbe esistere fra gli uomini e questo indipendente dalla loro nazionalità : IL RISPETTO.
Sicuramente Maria, questa donna brasiliana guerriera, venuta da una regione chiamata “Spirito Santo”continuerà clandestina in Italia, avrà altre esperienze lavorative, magari riesce a realizzare il suo sogno di migliorare la sua condizione economica, magari trova l’amore, o pure no…Ma ha gia capito che una parte della sua anima ha cominciato a morire. Molto probabilmente il suo ex padrone continuerà a maltrattare altre persone senza punizione.
Pensai al gran flusso di emigranti italiani chi si radicò in Brasile nel secolo XIX, à quel tempo per non morire di fame nella loro patria tanti italiani sono andati a sostituire la mano d’opera schiava in terra brasiliana. Oggi la storia si è invertita e purtroppo la memoria storica di questo fatto è corta.
Ma il mondo dà molte volte …
Esistono tante Marias …
Chiedo a Dio che questo commerciante di Como e la sua mostruosa famiglia incontrano la Maria giusta per loro.
Di questa storia che sentii nella giornata dedicata alla Madonna Immacolata restò un gusto amaro nella mia bocca, gusto di impotenza davanti alla ingiustizia. Tuttavia, ha anche rafforzato il mio desiderio di lottare per la dignità umana di questa minoranza oppressa, ormai la realtà è che presto questa minoranza sarà la maggioranza e credo che bisognerebbe cercare di vivere in armonia.
Mio percorso esistenziale mi ha lasciato una lezione basica di perseveranza, credo che: “l’informazione è l’anima e la arma di protezione all’essere umano”.
Dobbiamo avere il coraggio di denunciare.
Per questo motivo lascio questa lettera aperta in web, aspettando che questa storia riesca ad arrivare nelle mani di qualcuno che abbia il potere, la sensibilità e il coraggio sufficiente per prendere una posizione, anche se questo mi sembra difficile accadere, ma se questo miracolo non accadrà, al meno che la storia di Maria riesca ad arrivare alla conoscenza di molti.
Questa lettera aperta in portoghese e italiano ha anche un altro obiettivo, quello di allertare i miei conterranei, perché è fondamentale che la persona prima di emigrare per qualunque destinazione internazionale ha il dovere di informarsi bene sulle leggi vigenti del posto, evitando cosi, brutte sorprese.
Lascio qui il mio grido di allerta e di dolore, con il gusto amaro d’impotenza in bocca, che non posso fare a meno di dividere con Maria in questo giorno speciale dedicato alla Madonna Immacolata.
Chiedendo a tutti di divulgare questa lettera, perché solo l’unione fa la forza e il mondo appartiene a tutti.
Luce …Sempre più luce …
Che questa “Luce” accompagni tutte le “Marias” venute al primo mondo aspettando di conquistare un degno posto al sole.
Mariana Brasil
“Sonia”
e-mail: marianabrasill@yahoo.it